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GRATITUDINE
è il nome dato al Tempio progettato e costruito da Aghni e dai
membri della comunità nel 1992 per accogliere
le reliquie di Sri Aurobindo e della Madre.
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La
prima forma del Tempio si ispira alla stella a sei punte, simbolo
di Sri Aurobindo; la costruzione, in legno dipinto di bianco,
sorge su una base formata da 12 petali in cemento, rappresentanti
i 12 poteri della Madre. Il tetto appoggia sulla costruzione
a stella per slanciarsi in alto a forma di punta; al vertice
c'è una piccola cupola di vetro che permette l'infiltrazione
della luce. La luce entra all'interno anche attraverso il vetro
azzurro di fenditure che seguono il perimetro del pavimento.
All'interno, al centro del pavimento
di legno, una teca di vetro chiusa da una lastra di marmo bianco
contiene le reliquie di Sri Aurobindo e Mère.
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Nel febbraio 2000 il Tempio viene ricostruito in una nuova forma
più grande; la base costituita dai 12 petali in cemento rimane
sostanzialmente inalterata; non più un edificio a forma di stella
a sei punte, ma una costruzione a forma di prisma a base dodecagonale,
più spaziosa ed ampia della precedente, sormontato di una piramide
a dodici facce; inoltre non più pareti in legno, ma in muratura.
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Alla
sommità della piramide c'è una piccola cupola a punta con quattro
aperture sulle piccole pareti che lasciano filtrare la luce dall'alto.
La luce filtra anche, attraverso lastre di cristallo blu, da strette
fenditure create lungo il perimetro del pavimento. |
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Al
centro della sala una teca di cristallo blu contiene l'urna con
le reliquie
di Sri Aurobindo e Mère.
Il pavimento e le pareti sono dipinti di bianco e la luce filtra
solamente attraverso il cristallo blu, creando un'atmosfera di
penombra azzurrata. |
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Il tempio viene inaugurato il 29 febbraio 2000.
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I membri della comunità si riuniscono in raccolglimento
in questo luogo.
Il
tempio rimane sempre aperto ed accessibile a chi desidera
respirarne l'atmosfera o raccogliersi ai piedi delle reliquie
di Sri Aurobindo e Mère.
Una
targhetta all'entrata porta incise queste parole:
"Ora non c'è
più scusa per l'ego.
Ora non c'è più limite alla realizzazione.
Uniamoci alla Madre."
(Aghni)
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